[…] Niente era cambiato; niente era diverso, tranne soltanto… E qui mi miri ad ascoltare, con tutta l’anima, non esattamente ciò che essi dicevano, bensì il mormorio o la coprente che scorreva dietro alle loro parole. Sì, ecco cos’era cambiato.
[…] E’ strano come un frammento di poesia può ripetersi nella memoria e costringere le gambe ad adattarsi al suo ritmo.
[…] Eccomi con un quaderno e una matita, disposta a passare la mattina a leggere, convinta che verso la fine della mattinata sarei finalmente riuscita a trascrivere la verità nel mio quaderno. Ma avrei dovuto essere un branco di elefanti, pensavo, disperata, e un’infinità di ragni (ricordando gli animali che hanno la reputazione di vivere più a lungo e di avere la maggiore quantità di occhi) per poter far fronte a questo lavoro. Mi sarebbero serviti artigli di acciaio e un becco di bronzo per riuscire a forarne almeno la scorza. Come farò a trovare quei pochi grani di verità nascosti sotto questa massa di carta?
[…] Per una ragione o per l’altra il professore del mio disegno sembrava molto arrabbiato e molto brutto, mentre scriveva il suo grosso libro sull’inferiorità mentale, morale e fisica delle donne. Fare un disegno non era il modo migliore di concludere una mattinata sterile. Eppure è quando oziamo, quando sognamo, che la verità sommersa, a volte, viene a galla. Un sommario esercizio psicologico, che non oserei chiamare psicoanalitico, mi dimostrava, guardando il quaderno, che il mio professore arrabbiato era stato abbozzato con rabbia. La rabbia aveva guidato la mia matita, mentre io sognavo. Ma che centra qui la rabbia? L’interesse, la confusione, il divertimento, la noia; tutte emozioni che potevo rintracciare e rinominare. Forse la rabbia, quella vipera nera, si nascondeva fra di loro? Sì, diceva il disegno, infatti.
[…] La sola cosa che avevo realizzato in una mattinata di lavoro era stata questa scoperta della rabbia. I professori - li chiamavo tutti così, in blocco - erano arrabbiati. Ma perchè, mi domandavo?
[…] I ricchi, per esempio, spesso si arrabbiano perchè sospettano che i poveri vorrebbero derubarli della loro ricchezza. I professori - o patriarchi come sarebbe più esatto chiamarli - potrebbero essere arrabbiati per la stessa ragione, in parte; ma anche per un’altra ragione un po’ meno evidente. Forse non erano arrabbiati affato; spesso, in realtà, sono nella loro vita privata pieni di ammirazione, di devozionie per la donna, compagni esemplari. Probabilmente, quando il professore insisteva sull’inferiorità delle donne, stava pensando, non alla loro inferiorità, bensì alla propria superiorità. Era questo ciò che lui difendeva, forse con troppo calore e con troppa enfasi, perchè per lui è un gioiello senza prezzo. La vita, […] è ardua, una lotta continua. Poichè siamo creature d’illusione richiede fiducia in sè stessi. […] E come possiamo generare in noi questa imponderabile eppure inapprezzabile qualità? Pensando che gli altri sono inferiori a noi. Pensando che possediamo qualche superiorità innata.
[…] Per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell’uomo, raddoppiata. Senza questa facoltà, la terra probabilmente sarebbe ancora palude e giungla. I superuomini e i figli del destino non sarebbero mai esistiti. Napoleone e Mussolini insistono così enfaticamente sull’inferiorità delle donne, perchè se queste non fossero inferiori, non serivrebbero più a raddoppiare gli uomini.
Se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l’uomo diventa meno adatto alla vita.
[…] La visione dello specchio è per gli uomini immensamente importante, perchè carica la loro virilità; stimola il loro sistema nervoso. Se gliela togliete, l’uomo potrebbe morire, come un cocainomane privato della droga.
Continua la lettura di “Una stanza tutta per sè” di Virginia Woolf su Google Books
marco: Sei forte, te!...
Ler: Grazie del commento...Ler...
stefano: john donne uno dei più grandi tra poeti inglesi, se vi capita leggete "Congedo, a vietarle il lamento" .......Ma noi, grazie ad un...
anagsOneday-online: Si, probabilmente lo è...
Roberta: se c'è gente che crede in dio senza avere alcuna prova scientifica, non vedo perchè non si possa credere agli alieni, alle sirene,...
mario: La solitudine è un mostro, dispone l'animo a passare, oltre l'ascolto oltre gli occhi, inesorabile verso il buio. L'animo che sogna apre al...
Valentina: Gli angeli.. non si incontrano per caso.....
Marco: Intrigante......
Marco: Libero.Vivere libero,... sintetizzando direi che spesso e volentieri la persona è "prigioniera di se stessa". Marco...